
Articolo di Fabrizio Cicchetti
Da tempo, il primo considera quest’ultimo un furbo in cerca di polli da spennare. Questo per fortuna non corrisponde alla realtà, per il semplice fatto che in Italia abbiamo una vasta scelta di autofficine.
Ad oggi l’automobilista si chiede: «Ma come faccio a scegliere l’autofficina giusta senza venire truffato?» (se anche tu vuoi sapere come fare, ti consigliamo il nostro corso online gratuito su come individuare un’autofficina di qualità). Oppure: «Mi fido solo della concessionaria di zona». Infine (la più comune): «Quell’autofficina è piccola, quindi spenderò sicuramente la metà!»
Il meccanico si lamenta di come l’automobilista lo accusi ingiustamente senza domandarsi se lui stesso effettivamente abbia qualche colpa. Con nove anni di esperienza nel settore, non posso dimenticare frasi “cult” come: «La casa automobilistica che rappresento non ha investito sui nuovi modelli mandando in crisi anche noi mandatari», oppure «La rottamazione ci ha tagliato le gambe. In giro ci sono solo vetture nuove».
Alla fine sembra proprio che queste due realtà (automobilista e meccanico) abbiano smesso di dialogare tra di loro.
Quello che ci chiediamo è se sia possibile offrire all’automobilista (linfa vitale del settore delle autirparazioni) un servizio trasparente e professionale: autofficine che puntano a posizionarsi di diritto sul mercato con tariffe di manodopera sostenibili, ma sopratutto risolvendo il problema dell’automobilista senza andare per tentativi (degni dei tempi che furono, ma purtroppo spesso ancora attuali).
Nasce quindi l’esigenza da parte del meccanico di far parte di un network di autoriparatori in grado di offrire maggiori garanzie e professionalità e che sappia tutelare l’automobilista senza rinunciare al suo giusto corrispettivo economico.


