
Tra le varie categorie di automobilisti troviamo quella del tassista.
Come già spiegato in passato attraverso un articolo a lui dedicato, egli è a tutti gli effetti un automobilista privato.
La sua vettura non appartiene al comune, al contrario degli autobus, tram e metro. Il tassista acquista di tasca propria il veicolo che utilizza per lavorare e di conseguenza affronta tutti i costi di manutenzione meccanica, carrozzeria e pneumatici.
Il tassista non gode di sconti particolari da parte degli autoriparatori. I costi sostenuti per la manutenzione dell’auto sono identici all’automobilista pritvato e per questo motivo spesso è costretto ad acquistare personalmente i ricambi mediante sconti riservati alla categoria.
A causa di questo sistema, il meccanico non vede di buon occhio il tassista, non solo perché si presenta in officina con i ricambi togliendogli buona parte di guadagno, ma anche perché la richiesta di eseguire i lavori in tempi ristretti.
Acquistando per conto proprio e portando i ricambi in officina, il tassista difficilmente godrà di ulteriori agevolazioni. Anzi, in alcuni casi, analizzando vari preventivi, abbiamo riscontrato un aumento delle ore di manodopera per compensare il mancato guadagno sul ricambio stesso.
Il tassista corre dei rischi acquistando da solo i ricambi?
Tempo fa un tassista di Roma acquistò da solo un kit Frizione Valeo con sconto 50+10%. Una volta montata la frizione, il meccanico si accorse di un’anomalia (non “staccava” correttamente).
Cosa c’era che non andava nel ricambio? Semplice, la frizione era difettosa!
Il tassista corse presso l’autoricambista che gli aveva venduto il kit frizione. Il ricambio venne ritirato e sottoposto a ulteriori controlli dalla Valeo che – dopo una settimana – ne certificò l’effettiva difettosità.
Il tassista dovette acquistare un secondo kit frizione (il primo venne rimborsato solo dopo il dovuto controllo). Il ricambio venne montato il giorno seguente (ormai si era fatta sera).
Qual’è la morale della “favola”?
Il tassista che voleva risparmiare sul ricambio, in realtà non fa altro che gravare ulteriormente sulle proprie finanze:
- perde una giornata di lavoro
- paga due volte la manodopera del meccanico per smontare e rimontare il cambio e la frizione
- paga due volte un kit frizione (quello difettoso gli viene rimborsato con un buono acquisto)
Cosa sarebbe successo se il ricambio fosse stato fornito dall’autoriparatore? Sicuramente l’auto sarebbe stata consegnata la mattina stessa, in quanto il meccanico, responsabile del ricambio, avrebbe provveduto a sostituirlo immediatamente.
Tutto questo senza addebitare al tassista i costi di manodopera in eccesso.
Conclusione
Questo è uno dei tanti esempi di tassista che acquista per conto proprio il materiale sperando di risparmiare.
Nelle prossime settimane, metteremo a punto un sistema di riparazione dedicato al tassista, che lo seguirà dal momento in cui entrerà in officina fino alla consegna dell’auto a lavoro terminato. Il tutto, attraverso un sistema informatico di nostra produzione e una rete di autofficine selezionate su tutto il territorio nazionale.


