
Intervistiamo Stefano Barelli, esperto di strumentazioni per diagnosi per auto. Stefano scrive anche su questo blog dove potete trovare i suoi articoli relativi alle diagnosi per auto e ai centri revisione.
Inoltre, vi ricordiamo di leggere le altre interviste rilasciate dai nostri esperti che troverete alla categoria interviste agli esperti.

Stefano Barelli
Ciao Stefano, da quanto tempo ti occupi di diagnosi per auto e centri revisione?
Ho iniziato nel 1996 quando il mondo dell’automotive iniziava a subire i primi cambiamenti. Le piccole autofficine cominciavano ad avvertire l’esigenza di avere strumenti in grado di diagnosticare le autovetture e gestite sempre di più dall’elettronica. Gli anni novanta, sono stati caratterizzati anche dal rilascio delle prime concessioni ai privati da parte della motorizzazione, settore ancora in continua evoluzione.
Quali sono le diagnosi per auto più utilizzate?
Negli anni novanta erano pochi gli strumenti ritenuti affidabili, ricordo sul campo Motorscan con il Memorex, poi c’era la Tecnomotor con Mathesis e Amico 2000, la Tecnotest con Axone (progetto acquisito in seguito da Texa che propose in seguito l’Axone 2000) e Bosch. Oggi ci troviamo di fronte a strumenti sempre più performanti, capaci di diagnosticare sistemi di sicurezza stradale (Airbag, ABS, Esp) strumenti di bordo, codifiche, azzeramenti service. E’ un mondo in continua evoluzione, dove a soffrire maggiormente sono le officine generiche che ottengono con molta difficoltà le informazioni tecniche.
Quanti aggiornamenti vengono effettuati durante l’anno?
La tendenza è quella di rilasciare aggiornamenti trimestrali, ci sono però case costruttrici come la Tecnomotor che riescono a offrire 12 aggiornamenti all’anno con 25/30 sistemi mensili.
In settori come la carrozzeria e le gomme occorre avere delle diagnosi oppure è ancora possibile farne a meno?
I carrozzieri, utilizzano già da tempo strumenti diagnostici per azzerare le spie che si accendono durante il montaggio di alcune parti elettriche. Anche i gommisti hanno necessità di avere strumenti per azzerare gli errori che si verificano durante il cambio di pneumatici, basti pensare ai sensori presenti sulle gomme che gestiscono la pressione e non solo (TPMS) oppure alle auto con sospensioni elettroniche, dove occorre disattivare il sistema prima di sollevare l’auto con il ponte.
Parlando di centri revisione, sembrerebbe che il numero dei centri aumenti di mese in mese. Puoi confermarcelo?
Si, effettivamente c’è stato in questi ultimi anni un incremento della domanda per aprire centri revisioni.
In termini economici, vale veramente la pena aprire un centro revisioni?
Spesso sono proprio i meccanici che decidono di aprire un centro revisione, desiderosi di diversificare la propria attività e fornire un ampio servizio all’automobilista. Negli anni ci sono state molte richieste per aprire dei centri indipendenti. In termini economici, un centro revisione effettua dalle 10 alle 15 revisioni giornaliere, con picchi che possono arrivare in alcuni periodi anche a 20/25 auto revisionate. Considerando un ricavo netto di € 35 a vettura direi che ne valga la pena!
Attraverso il nostro blog riceviamo ogni giorno delle richieste di software per la preventivazione. Tra i tuoi clienti ci sono meccanici che ancora non li utilizzano?
Assolutamente si, sono molti i meccanici che non possiedono programmi gestionali e che si avvalgono ancora del ricambista per formulare un preventivo. In molti casi emettono anche delle fatture a mano.
Pensi che in futuro ci sarà un aumento di centri multi servizi?
Sicuro, sono già in molte le strutture che si stanno organizzando per offrire più servizi all’automobilista, che trova molto più conveniente affidarsi a strutture in grado di assisterlo a 360 gradi, magari offrendo anche una vettura sostitutiva (elemento da non sottovalutare in caso di clienti particolari).


