
Erano in molti a credere che l’indennizzo diretto potesse migliorare la vita delle società di autonoleggio.
I gestori delle flotte lamentano ritardi sulle riparazioni a causa dei 30 giorni concessi per le rettifiche, soprattutto sui danni lievi, dove l’utilizzatore precedentemente forniva le denunce all’atto della riconsegnava dell’auto.
A causa dell’indennizzo diretto aumentano i premi RCA, contrariamente a quanto promesso nel 2007.
Sono solo questi i motivi del fallimento?
Purtroppo no. Anche le carrozzerie sono costrette a collaborare accettando condizioni economiche svantaggiose.
Le tariffe di manodopera sono troppo basse (in alcuni casi ridotte del 50%) mentre i ricambi vengono consegnati e fatturati dai fornitori esterni, causando una rivolta da parte degli artigiani.
Per una società noleggiatrice a lungo termine, la formula dell’indennizzo diretto è paragonabile a un vero e proprio suicidio, capace non solo di aumentare i tempi di riparazione, ma anche i costi per le vetture sostitutive.
Non è mia intenzione attaccare la categoria dei carrozzieri, ma non posso fare a meno di notare come i lavori svolti vengano eseguiti superficialmente. D’altra parte i trattamenti economici riservati all’artigiano sono sempre a suo sfavore.
Giuliano Cosimetti


