
In questo articolo parleremo del parabrezza dell’auto e dei rischi che corriamo lasciandolo troppo tempo sotto il sole estivo.
In pochi conoscono i danni causati dagli agenti atmosferici. Di solito le dovute attenzioni arrivano solo dopo aver speso dei soldi per sostituirlo.
Durante l’estate lasciamo la nostra auto sotto il sole per moltissime ore (ad esempio quando andiamo la mare) dove difficilmente troviamo riparo. Quando la riprendiamo, accendiamo immediatamente il climatizzatore creando un improvviso sbalzo di temperatura.
Stessa cosa durante durante il lavaggio, quando versiamo l’acqua fredda sul parabrezza ancora caldo. In inverno, invece quando il parabrezza è coperto di brina e versiamo ingenuamente dell’acqua tiepida per pulirlo.
Per evitare questi inconvenienti occorre stemperare l’auto prima di accendere il climatizzatore, lasciandola ad esempio qualche minuto con gli sportelli aperti. In caso di lavaggio, basta tenerla all’ombra prima di iniziare a versare l’acqua sul parabrezza.
In inverno possiamo sciogliere la brina con dell’acqua fredda.
I danni causati dagli agenti atmosferici non sono riparabili. Infatti il parabrezza si spacca creando una incrinatura troppo estesa per poter essere riparata.
Diversamente avviene quando riportiamo delle scalfitture o scheggiature. Grazie a degli strumenti particolari è possibile iniettare della resina all’interno della parte danneggiata senza lasciare evidenti segni (di solito per crepe non più grandi di una moneta da 2 euro).
La riparazione è necessaria per evitare che la scalfittura si allarghi. In inverno ad esempio si deposita l’umidità all’interno della porzione scheggiata e durante la notte ghiaccia, aumentando di volume e forzando così sulle piccole venature fino ad allargarle drasticamente.
Anche le vibrazioni provocate dal rotolamento dei pneumatici sull’asfalto possono contribuire ad aumentare il volume delle crepe.
In poche parole la riparazione è d’obbligo soprattutto se dobbiamo effettuare la revisione veicolare.
Giuliano Cosimetti


