Si può parlare di risparmio quando rinunciamo ai ricambi omologati?


Articolo scritto da Giuliano Cosimetti

Inizia la sua carriera nel settore automotive come operaio presso un’autofficina meccanica di Roma. Successivamente entra a far parte della Europcar occupandosi del controllo dei preventivi di carrozzeria e meccanica diventando - dopo nemmeno un anno - coordinatore del pool ispettori. Prosegue la sua carriera presso la ServiziAutoOnline (Saol) dove sviluppa il primo portale di meccanica online e una capillare rete di assistenza per alcune aziende del noleggio a lungo termine. Oggi è amministratore della GenesiSaw Srl dove si occupa principalmente di assistenza flotte aziendali e automobilisti privati. Puoi contattare Giuliano tramite: Facebook, Twitter, Linkedin.

L’utilizzo dei ricambi aftermarket (ricambi omologati) doveva essere per molte aziende del noleggio a lungo termine, un sistema di risparmio sicuro e semplice.

Negli ultimi quattro anni sono state attivate diverse reti di autofficine destinate all’assistenza delle grandi flotte. Gli ideatori di questi network avevano pensato bene di presentare una rete con tariffe di manodopera da fame e sconti esorbitanti sui ricambi aftermarket.

Questa mattina sono stato informato di come un’azienda di noleggio, abbia obbligato uno dei network affiliati ad utilizzare solamente le officine autorizzate dalle case automobilistiche e di conseguenza l’impiego dei soli ricambi originali.

Quali sono stati i motivi che l’hanno spinta ad una scelta del genere?

Conoscendo i network esistenti e i sistemi operativi adottati dai noleggi, sono arrivato alla conclusione che la scelta di tornare indietro sia dovuta da alcune problematiche mai prese seriamente in questione.

A contribuire alla disfatta c’è sicuramente la scarsa preparazione delle autofficine, soprattutto per quanto riguarda l’argomento decreto Monti. Sono pochissimi i meccanici che a tagliando ultimato compilano il libretto di manutenzione applicando il timbro.

Molte altre invece, annotano in fattura dei ricambi aftermarket differenti da quelli utilizzati in fase di riparazione.

C’è stata sicuramente una poca assistenza da parte dalle società di servizi, e dai loro accordi economici striminziti, che hanno spinto molte officine ad emettere delle fatture per interventi mai eseguiti.

Speriamo che il 2010 possa segnare una reale svolta per questo settore. L’autoriparazione è un tassello fondamentale nell’automotive, molto probabilmente uno dei più ricchi, ma ad oggi sembra di assistere a ad un solo osso circondato da molti cani.

Giuliano Cosimetti

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