Prosegue il cammino di Fiat nella progettazione di nuovi motori.
L’ultimo propulsore si chiama Multiair e adesso vedremo come funziona e che vantaggi porterà al mondo dell’automobilismo.
Questo motore sarà istallato per la prima volta su un’Alfa Mito, e dovrebbe avvenire prima della fine del 2009.
Il Multiair si basa sul controllo dell’alzata delle valvole, con il quale sarà possibile risparmiare circa il 25% di carburante, il tutto senza penalizzare in termini di potenza il motore stesso.
Questo sistema prevede inoltre l’esclusione della farfalla, che nei motori a benzina controlla la potenza miscelando aria e carburante (rapporto stechiometrico 14:1).
Questo sistema però fa perdere un bel pò di potenza, aumentando emissioni e consumi.
Di seguito un filmato sul sistema di funzionamento del Motore Multiair.
Il Multiair invece grazie ad un nuovo sistema di apertura valvole, diventa oggi una valida soluzione al problema.
Tutto questo è possibile mediante un funzionamento tra un sistema senza camme e controllo idraulico delle valvole .
Esiste una valvola ON/OFF che apre la camera dove è contenuto l’olio, in comunicazione con un serbatoio. Nel momento in cui questa valvola si apre, l’olio viene coinvogliato nel serbatoio e non va a spingere sulla camma che verrà invece chiusa da una molla.
Si ottiene l’apertura ritardata una volta che la valvola ON/OFF inizia a chiudersi, mentre farlo anticipatamente è sufficiente aprire la valvola in anticipo.
Attraverso questa gestione delle valvole, regoliamo la quantità di aria dal motore, indipendentemente dalla farfalla, che rimane comunque presente (elettro attuata) e non più gestibile dall’automobilista con l’ausilio del pedale dell’acceleratore.
Le valvole vengono aperte in base ai giri del motore. Ad esempio a bassi giri, spingendo poco sul pedale dell’acceleratore, si aprono in ritardo e si chiudono in anticipo, ottenendo una bassa alzata.
Questo è solo un esempio di zona di funzionamento del motore Multiair.
La sua realizzazione non ha comportato grandi spese di produzione, basti pensare che il sistema è formato da una sovrasterzata, inserita in una zona dove solitamente è posizionato l’asse del camme delle valvole di aspirazione.
Praticamente, si può passare da un motore classico a un Multiair, sostituendo l’albero a camme con uno sovrasterzato.
Sono certo che questo nuovo sistema verrà applicato in seguito, non solo su vetture del gruppo torinese, ma anche dalle altre case automobilistiche, che già in passato hanno apprezzato e utilizzato i ritrovati di Fiat.
Giuliano Cosimetti


