Durante i rifornimenti di carburante capita di aspirare acqua e morchia. Il gestore di una stazione di servizio, ha il dovere di pulire periodicamente i pozzi dove vengono depositati i carburanti destinati al consumatore.
Quando facciamo rifornimento di carburante, rischiamo di immettere queste impurità nel nostro serbatoio, compromettendo tutto l’impianto di alimentazione.
Per tutelarci da questo inconveniente occorre farsi rilasciare una ricevuta dal gestore subito dopo aver pagato.
Se l’auto si dovesse fermare dopo pochi chilometri, con la ricevuta possiamo dimostrare che l’eventuale acqua o morchia presente nel nostro serbatoio, è stata aspirata durante l’ultimo rifornimento.
L’acqua essendo un liquido, non viene bloccata dal filtro carburante. Solo gli elementi solidi, come terra e ruggine, vengono filtrati fino ad intasare il filtro.
A chi dobbiamo richiedere il rimborso danni?
Non perdete tempo con una richiesta di risarcimento alla compagnia petrolifera. I tempi di risposta sono lunghissimi se non addirittura improbabili. Presentate al gestore della stazione di servizio la ricevuta e portate con voi una tanica con il carburante raccolto durante al pulizia del serbatoio. Presentategli anche la fattura dei lavori eseguiti per il ripristino dell’impianto di alimentazione.
Se il gestore dovesse fare storie, fategli scrivere da un legale, allegando tutta la documentazione in vostro possesso (ricevuta del rifornimento e spese affrontate tra carrosoccorso e meccanico).
Una volta pulito l’impianto di alimentazione, aggiungente un additivo chimico in grado di emulsionare l’acqua. Nonostante la pulizia effettuata e la sostituzione del filtro carburante, nel circuito rimane sempre qualche traccia di acqua. Eliminatela con gli additivi prima che blocchi qualche iniettore.
Inoltre, evitate di fare rifornimento presso le stazioni dove è presente un’autocisterna. Subito dopo aver riempito i pozzi, restano morchia, acqua e terra che vengono aspirati durante i primi rifornimenti.


