Un articolo apparso giorni fa su Stradafacendo-TGCom24 cita una ricerca della società Quintegia. Si pronostica che entro 5 anni la crisi delle vendite di auto in Italia taglierà fuori dai giochi circa la metà delle concessionarie auto.
E’ chiaro che la contrazione non porterà al fallimento. Probabilmente molte concessionarie si fonderanno tra di loro ma sempre per effetto della crisi e questo non è un buon segno.
In verità, se le vendite di auto nuove rimarranno ferme a queste cifre, con l’usato che sarà sempre più appannaggio di commercianti, a mio avviso l’emorragia sarà molto più grave. Le concessionarie che continueranno ad esporre il proprio marchio su strade e piazze, probabilmente entro il 2017 saranno meno di mille.
Intanto la crisi delle concessionarie auto sta sollevando altri due problemi a carico degli automobilisti. Alcune falliranno prima di consegnare o immatricolare le auto acquistate dai clienti. Magari si potrebbe istituire un fondo di garanzia per il risarcimento parziale.
Da qui in avanti chiuderanno tantissimi punti vendita e annesse officine.
Sarebbe utile se l’associazione di categoria stipulasse un protocollo di intesa con i suoi associati, in modo da garantire livelli minimi di servizio agli automobilisti. Se vedessero azioni rivolte anche alla tutela dei loro diritti e del loro patrimonio, forse si potrebbero vendere qualche auto in più. Ma fino a che le concessionarie auto continueranno a pretendere gli irripetibili tempi delle “vacche grasse” con nuovi ecoincentivi, le vendite potranno solo continuare a diminuire.


