Dopo Alitalia, dove abbiamo fatto ridere tutto il mondo con l’amministratore delegato più incompetente e al tempo stesso più pagato in Europa, ora tocca a Fiat dove la rappresentanza sindacale dei lavoratori si è chinata nuovamente davanti le scelte aziendali.
Con molta probabilità l’accordo con Chrysler sarà determinante per la chiusura delle fabbriche di Pomigliano e Termini.
Per Fiat è sicuramente più conveniente far produrre le proprie auto in Canada, Messico e Usa, senza pensare alle conseguenze economiche per il nostro paese e tenere sotto scacco la rappresentanza sindacale.
Saranno moltissimi gli operai costretti alla fame, specialmente in questo periodo di crisi.
Buona parte della colpa va soprattutto alla rappresentanza sindacale che, evidentemente, non ha saputo in tanti anni mettere in risalto delle problematiche di vitale importanza.
Personalmente non ho mai creduto nei sindacati. Quando lavoravo nel noleggio a lungo termine, mi ricordo di aver visto per la prima volta il nostro rappresentante sindacale dopo quattro anni, quando si iniziò a parlare di fusione con un’altra società di noleggio.
Se il governo dovesse veramente permettere una cosa del genere, sarebbe l’ennesima umiliazione per il nostro popolo.
Chiudo l’articolo “abbracciando virtualmente” tutti gli operai Fiat coinvolti in questa vicenda.
Giuliano Cosimetti



Condivido Giuliano in toto quanto da te scritto, ti faccio i complimenti per il tuo chiaro e sincero blog, continuerò a leggerlo.
Grazie Alessandro,
ti ringrazio per i complimenti e commenta quando vuoi.
A presto
Giuliano