Soluzioni nel settore automotive per uscire dalla recessione
Crisi del mercato auto e nuove soluzioni per affrontarla: è finito il tempo dell’auto(im)mobilismo.
In molti sarebbero contenti se nel 2012 il mercato auto in Italia mantenesse i volumi del 2011, perché le prospettive per il nuovo anno sembrano addirittura peggiori.
Dalla soglia stirata di 1.700.000 immatricolazioni del 2011, si rischia di scivolare a 1.500.000 tra un anno. Le auto nuove sono le più colpite sia dalla manovra di fine estate che da questa ultima. Del mercato usato nemmeno a parlarne. Le auto ecologiche stanno alla finestra, in particolare le elettriche non sembrano alimentare volumi interessanti di vendita.
Sui noleggi stendiamo un velo pietoso: forse una massa di ordini da parte delle aziende pubbliche ha dato un po’ di respiro, ma chi si aspetta nel prossimo futuro il mantenimento di elevati ordinativi pubblici (in clima di austerity) o acquisti maggiori da parte delle aziende titolari di grandi flotte?
In tanti, dopo il nostro allarme, cominciano solo ora a convincersi che anche per il noleggio auto a lungo termine vi sia una fase di contrazione. Anche nel post vendita arrivano brutte notizie. Finora il calo delle vendite del nuovo ha garantito un extra gettito ad officine e ricambisti, così come sembra probabile un certo ritorno di fiamma tra gli italiani e gli impianti a metano e GPL.
Tuttavia se da una parte l’impoverimento generale dei clienti impedirà agli operatori di ritoccare listini e tariffe, dall’altro le attività di manutenzione e ricambi scontano tre nuovi ostacoli freschi di manovra:
- La lotta all’evasione e alla contraffazione che riduce lo storico ricorso al nero e ricambi contraffatti.
- L’aumento dei costi fiscali e locativi per gli immobili e beni strumentali, pesantissimi per imprese che per svolgere il loro lavoro hanno bisogno di parecchi metri quadri (e cubi).
- Infine la svalutazione dell’Euro contro le principali valute internazionali, che genererà senza dubbio un aumento dei costi di lubrificanti, accessori e parti di ricambio importati. Tutto questo, con effetti negativi su costi e bilanci delle imprese del settore. Senza contare che ricambisti e fornitori cominciano a soffrire troppo la mancanza di liquidità da parte dei clienti che tardano nei pagamenti.
Quali le possibili soluzioni?
Da tempo scriviamo che per i dealers un’utile frontiera organizzativa potrebbero essere i consorzi di concessionarie oltre che il ricorso agli strumenti di e-commerce, così come sono personalmente convinto che le reti di impresa siano ben disegnate intorno alle esigenze e agli obbiettivi degli operatori di settore.
Per il mondo del service management, delle officine e dell’aftermarket occorrerebbe adottare nuove forme organizzative (forse le cooperative) e superare il “gap informatico” con investimenti seri in ICT ed Internet. Non basta la sola pagina su Facebook o il classico sito web.
Per le aziende di noleggio abbiamo scritto abbastanza, ora tocca ai vari amministratore delegati (specialmente gli ultimi arrivati) scegliere nuove soluzioni.
Comunque vada il 2012, noi restiamo convinti di quello che abbiamo già scritto tempo fa.


