Noleggio auto a lungo termine nel 2012: Grossi rischi dietro l’angolo
L’argomento di questo post sembra non coincidere con quello che abbiamo scritto in diverse occasioni.
Il noleggio auto a lungo termine si appresta a vivere un 2012 difficile rispetto agli ultimi due anni. L’aumento dell’Ipt e carico fiscale, la contrazione del mercato automobilistico e l’aumento dell’Iva, sono punti di forte svantaggio. Ma tutto sta nel volgere a proprio vantaggio le occasioni critiche.
Nel panorama italiano ci sono degli elementi che – se gestiti con la dovuta strategia – potrebbero dare dei risultati:
- Le aziende di noleggio auto a lungo termine inseguono quasi esclusivamente le grandi flotte, tralasciando i mini fleet (liberi professionisti, microimprese) e le start up (attività appena nate che difficilmente possono immobilizzare e pretendere l’immediata proprietà dei mezzi e dei beni strumentali). Le recenti manovre fiscali hanno definito alcuni benefits per la creazione di nuova impresa, per cui si amplierebbe il target di questi potenziali clienti.
- Le strette fiscali e il maggior controllo su acquisti e leasings (e forse l’effetto “british” del nostro attuale presidente del consiglio) potrebbero incidere sulle convinzioni maturate fino a oggi dagli italiani sulla proprietà, vista oggi come condizione tassabile, a differenza dei noleggi dove a questa si sostituisce il solo utilizzo. Aumentano gli automobilisti propensi a noleggiare anziché comprare, eppure il volume di quest’ultimi rimane basso.
Le possibili soluzioni
Diceva un caro amico venditore: «Il noleggio auto a lungo termine costa un botto!», e anche se ultimamente le aziende noleggiatrici hanno arricchito la gamma di auto con l’aggiunta di auto tedesche, coreane e svedesi (sicuramente meno costose), i canoni di noleggio rimangono invariati (in passato abbia dato qualche suggerimento per ridurre i canoni).
Serve coraggio e più auto a GPL o metano, oltre che ibride ed elettriche. Inoltre deve cessare il rapporto forzato tra aziende di noleggio auto a lungo termine e concessionari, dove l’interazione tra queste due entità non porta mai maggiori volumi di vendita (al massimo concede ai noleggi la possibilità di scaricare in qualche piazzale l’usato di ritorno).
Tutto ciò comporta costi eccessivi per l’utilizzatore, per le attività di post vendita e per il customer service.
Eppure il Decreto Monti (461/2010) aveva dato alle aziende di noleggio auto a lungo termine una nuova filosofia, contraria a concentrazioni e operazioni monopolistiche.
In Italia esistono realtà alternative alle concessionarie che si occupano di vendita in maniera professionale e strutture specializzate nell’assistenza e sul mercato del ricambio. Purtroppo la maggior parte delle aziende del noleggio auto sono ancora ferme su vecchi sistemi che fino a oggi hanno portato semplicemente all’aumento dei costi di gestione del parco auto.
Ispettori e manager delle varie aziende devono entrare nel merito dell’aree dove ci sono ancora troppi sprechi e distorsioni. La manutenzione delle auto deve essere maggiormente orientata all’utilizzo dell’aftermarket, ipotesi quasi irrealizzabile se consideriamo che all’interno delle aziende di noleggio non ci sono soggetti provenienti dal settore dei ricambi auto.
Per non parlare inoltre del supporto informatico e delle banche dati ricambi utilizzate fino a oggi. Avete mai visto o letto l’intervista di un direttore operativo che parla dei sistemi informatici utilizzati? Noi no!
Occorre infine dare impulso alle vendite non solo aumentando i broker e i venditori in concorrenza tra di loro, ma dando alle forze vendita maggiore autonomia contrattuale nella conclusione di convenzioni, azioni promozionali, interazione con il territorio di riferimento.
Lo stesso profilo del venditore deve cambiare: non si può vendere un contratto di noleggio auto a lungo termine ad un cliente senza considerare l’assistenza.
Se le aziende continueranno a vivere passivamente i nuovi scenari offerti dal mercato europeo, per il noleggio auto a lungo termine il 2012 sarà l’ennesimo anno deludente.


