Mario Monti risolleverà il settore auto? Dal decreto che porta il suo nome all’attuale manovra


Articolo scritto da Giuliano Cosimetti

Inizia la sua carriera nel settore automotive come operaio presso un’autofficina meccanica di Roma. Successivamente entra a far parte della Europcar occupandosi del controllo dei preventivi di carrozzeria e meccanica diventando - dopo nemmeno un anno - coordinatore del pool ispettori. Prosegue la sua carriera presso la ServiziAutoOnline (Saol) dove sviluppa il primo portale di meccanica online e una capillare rete di assistenza per alcune aziende del noleggio a lungo termine. Oggi è amministratore della GenesiSaw Srl dove si occupa principalmente di assistenza flotte aziendali e automobilisti privati. Puoi contattare Giuliano tramite: Facebook, Twitter, Linkedin.

Monti e il settore automotive

Monti e la crisi del settore automotive

Uno dei primi post pubblicati su questo blog riguardava il decreto Monti e la ventata di novità che avrebbe portato nel settore automotive.  Era il 12 luglio del 2008.

Nonostante tutto ero sicurissimo che il mondo della manutenzione sarebbe cambiato in peggio anche se verso la fine del 2005 alcune aziende del noleggio a lungo termine iniziarono a servirsi delle autofficine indipendenti e dei ricambi aftermarket.

Nel frattempo questo blog nel giro di poche settimane si è posizionato sulle prime pagine dei motori di ricerca attraverso un posizionamento naturale (grazie Alessandro!) Tra poco festeggeremo il 2012 e invece di migliorare, il settore automotive è precipitato in un buco nero. Tutti cercano di vendere qualcosa a qualcuno. Premetto che non ho la sfera di cristallo, ma ho sempre cercato di guardare questo settore con occhio critico.

In questo articolo ripercorrerò alcune tappe (la maggior parte negative).

Normativa 462/2010 (alias Decreto Monti)

Dal 2002 a oggi sono state spese molte parole a riguardo. Si è tentato di creare network di officine e incrementare altri tipi di business senza riuscire ad educare gli automobilisti che (autolesionisti) continuano a preferire le autofficine della casa costruttrice.

Il fallimento della manutenzione assistita nel noleggio

Le aziende che ebbero l’intuizione di incentivare l’utilizzo dei ricambi aftermarket, oggi sono in crisi. Il fatto di essere state le prime non ha portato nessun beneficio. Qualcuna fugge dalla proprie regione cercando di risparmiare sulla tassa IPT e sull’ecocontributo, altre fanno finta che non sia successo nulla.

Automobilisti e sistemi di risparmio

Gli automobilisti cercano invano di risparmiare in ogni modo. Molti acquistano i ricambi per conto proprio senza avere nessun sistema di controllo dei listini e codici. Come fanno a comprendere il risparmio senza riconoscere ricambi contraffatti, listini gonfiati, residui di magazzino con codici non più utilizzati e addirittura ricambi contraffatti?

Di sicuro l’acquisto di ricambi auto, va fatto attraverso un canale di vendita sicuro e in grado di seguirvi nella scelta dei prodotti.

Quando gli automobilisti comprano l’olio motore, prestano più attenzione al marchio riportato sull’etichetta che alla provenienza del lubrificante, senza capire se effettivamente porterà benefici al motore. Tempo fa un amico mi disse che il suo ricambista non aveva la scheda tecnica dell’olio da lui acquistato. Pazzesco!

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati dai carnet per i tagliandi scontati. Nei prossimi mesi tasteremo il grado di soddisfazione dei primi utenti che li utilizzeranno. Temo che anche qui ne salteranno fuori delle belle!

L’attuale crisi

Mario Monti in questi giorni ha decretato lo stato di emergenza per il settore automotive (come se fino a ieri non ce ne fossimo accorti). Nuove accise sui carburanti, aumento dell’Iva, super bollo e chi più ne ha più ne metta!

Rattristiamo se pensiamo che fu proprio l’attuale Presidente del Consiglio a portare in Italia la famosa normativa europea. Eppure qualcuno afferma che Mario Monti convince il settore auto.

Nel pieno di questa crisi, chi acquisterà auto nuove? Pochissimi automobilisti, visto che di finanziamenti e prestiti bancari non se ne parlerà per un pezzo. Inoltre l’auto è diventata a tutti gli effetti un bene di lusso e pertanto fuori dalla portata di molti.

Le auto usate del noleggio non le vuole nessuno. Nell’ultimo anno abbiamo provato a lanciare delle offerte su vetture usate con pochi chilometri ma non c’è stato verso, tant’è che gran parte delle risposte erano del tipo: «L’auto usate per il noleggio sono tutte sfruttate e mal tenute!» Non oso immaginare quante di queste rimarranno a marcire nei piazzali o verranno svendute a qualche commerciante.

Faranno fatica a vendere le proprie vetture anche i privati, abituati a calcolare il prezzo delle auto secondo i criteri di Quattroruote. E già, sarà molto difficile!

Gli italiani impareranno la lezione? Chissà se riusciremo a far funzionare la 461/2010 e se Monti risolleverà il settore automotive.

Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?

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