Targhe alterne: Tutela dell’ambiente, crisi energetica o altro?
Targhe alterne, blocchi del traffico, domeniche a piedi nei grandi centri urbani. Abbiamo conosciute queste soluzioni a partire dai primi anni ’90 quando le vetture non catalizzate erano oltre il 80 % del totale. La cosa ci sembrava giusta oltre che gradita a molte concessionarie d’auto e commercianti.
Nel tempo abbiamo visto replicare questi provvedimenti nonostante le circa 2 milioni immatricolazioni annue con il boom del GPL, metano e bollini blu. All’inizio abbiamo creduto che l’incremento delle multe derivanti dalle infrazioni avrebbe portato un bel po’ di capitale fresco nelle casse degli Enti Locali.
Dal 2007/2008 evidentemente l’aria deve essere diventata improvvisamente fresca e salubre in tutta Italia, perché non si è registrato più alcun blocco al traffico (recentemente è stato annullato quello previsto a Milano). Ora di improvviso, le nostre città sono di nuovo avvelenate e urgono soluzioni. Forse si vuole dare un ultimo “aiutino” al mercato delle auto, così come di sicuro esiste una volontà di rendere difficile la vita agli automobilisti.
Gli amministratori locali che impongono i blocchi del traffico sono gli stessi che – colpa dei tagli del Governo – dichiarano di non poter garantire il servizio di trasporto pubblico locale (vera alternativa all’auto privata). Addirittura c’è chi pensa che queste soluzioni siano direttamente legate agli obblighi derivanti dal Protocollo di Kyoto. Personalmente, temo che le multe o la salvaguardia ambientale, non siano le uniche spiegazioni logiche.
C’entra forse il fatto che l’Italia abbia fame di energia e petrolio e che quest’ultimo venga quotato in dollari che sull’Euro sta risalendo in modo preoccupante? C’entra forse qualcosa che benzina e gasolio da un anno costino di più nonostante il prezzo del petrolio sia sceso rispetto al 2010? E infine, c’entra qualcosa che Egitto, Libia, Siria e gli altri Paesi che storicamente ci hanno sempre garantito gas e petrolio stiano vivendo delle trasformazioni e rischino un embargo di risorse energetiche primarie a danno dei compratori?
L’Italia, ormai in difficoltà e strozzata del sistema bancario, dovrà forse prepararsi anche ad una nuova crisi energetica? Vi lascio con un estratto del film I Tre Giorni del Condor di Sydney Pollack con Robert Redford.
Dialogo tratto da Wikipedia:
Higgins: Il problema è economico. Oggi è il petrolio, tra dieci o quindici anni il cibo, plutonio, e forse anche prima. Che cosa pensi che la popolazione pretenderà da noi allora?
Joe: Chiediglielo.
Higgins: Non adesso, allora! Devi chiederglielo quando la roba manca, quando d’inverno si gela e il petrolio è finito, chiediglielo quando le macchine si fermano, quando milioni di persone che hanno avuto sempre tutto cominciano ad avere fame. E vuoi sapere di più? La gente se ne frega che noi glielo chiediamo, vuole solo che noi provvediamo.


