
Da mesi in Italia, le immatricolazioni di auto nuove sono in negativo rispetto ai mesi analoghi del 2010 (che a sua volta non ha brillato rispetto al 2009).
E’ una girandola che si avvita su sé stessa, quella del mercato automobilistico, dove risultati e fatturati dei primi del 2000 sono solo lontani ricordi, così come i sogni di gloria di molti rivenditori e concessionari.
Le immatricolazioni fino a giugno 2011, rappresentano l’87% di quelle dello stesso periodo del 2010. Cosa mantiene ancora a galla il mercato auto?
Usato e ricavi sulla componentistica in positivo
Le vendite dei ricambi consentono ancora buoni margini, in quanto la scontistica poco chiara permette dei ricarichi altissimi verso l’acquirente “fai da te”. Inoltre la distribuzione dei ricambi opera da tempo una riorganizzazione mirata alla riduzione dei costi operativi.
Diversamente, l’assistenza auto resta un reparto ancora sottovalutato in Italia. Ed è per questo che solo nel nostro paese, le auto usate vendute tra privati non hanno alcuna garanzia attiva. Nelle compravendite da commerciante le cose non cambiano di molto. Al massimo sono presenti coperture parziali di soli dodici mesi dalla firma del contratto, invece di 24.
Il rischio del credito
In un periodo di forti crisi finanziarie, l’aspetto pesantissimo del rischio deriva dai finanziamenti. Nella vendita delle auto già si è fatta vedere, visto che rispetto al 2008, oltre il 30% delle richieste di finanziamento per acquisto fatte nei concessionari hanno esito negativo.
Nei rapporti tra operatori (es. ricambista/assistenza/rivenditori e piccoli fleet) è di gran lunga aumentato il rischio che le linee di credito, i fidi e cambiali, vadano in crisi (protesti, fallimenti, ecc.) con conseguente ricaduta sul creditore in termini di mancato rientro.
Finora ad ammortizzare la contrazione sono state soprattutto le forze di vendita sottopagate, la chiusura di oltre la metà degli autosaloni sul territorio rispetto al 2000 e l’assenza di investimenti in customer care e tecnologia da parte delle reti di vendita.
Basta con la proprietà!
Da questo quadro, ne deriva un solo suggerimento: cari italiani, dimenticatevi l’auto di proprietà. Il car sharing, noleggio a breve e a lungo termine, l’ecomobilità, non sono solo un rimedio per abbattere l’inquinamento, ma fanno bene anche alla salute del settore e alla sua sopravvivenza.


